L'elefante

L’elefante, sul petto, non accenna a spostarsi e così stasera perderò il falò di Sant’Antonio.
ll mio personale esorcismo contro l’inverno.

Non vedrò le fiamme, alte e verdi nella notte. Non ascolterò il legno gemere dentro la vampa del calore, il ruggito dell’aria che s’avvolge a spirale nel cielo. Non berrò il vino bollente che sa di cannella.

Eppure coltivo una gioia malinconica, che porta il segno della tua voce, la tua voce nella cuffia, dritta dentro il cervello e sopra il cuore.

Il privilegio di guardarti senza essere vista. Un’asimmetria che per una volta riguarda te. Un’asimmetria che si trasforma in un regalo.

Osservo il tuo sorriso, i tuoi gesti tanto familiari. Ascolto la tua voce.
Penso “leggimi una storia”, “leggimi una storia e mandami il file con la tua voce”.

Lo risentirò, ogni tanto, quando l’elefante si sistemerà più comodo sul petto.
Quando farà troppo male.

Tags: natura, amicizia, emozioni, dolore, malattia

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