Voglia di parlare, di parlare con qualcuno di me stessa, ma non un qualcuno qualsiasi, un qualcuno che mi conosca, che mentre sono intenta a buttare fuori tutto stia lì a far caso alle mie mani, a come le muovo, perché lui sa cosa vogliono dire, qualcuno che mi conosca tanto bene da riuscire a ricollegare i fatti della mia vita senza fare troppe domande, senza dovergli spiegare più del dovuto, qualcuno che custodirà quelle mie cose preziose perché domani sarà un nuovo fatto da ricollegare ad altri pezzi, e allora mi dirà “si…mi ricordo”, perché lui sa. Quel qualcuno è esperto nello strapparmi un sorriso, sa fin dove può spingersi e dove passare, perché conosce tutte le siepi del labirinto che è la mia vita, sa quando abbracciarmi e quando lasciarmi sola, quando portarmi a bere una birra o quando dirmi “non ti preoccupare”. Perché lui sa. Di solito questo “qualcuno” io lo chiamo amico, quello che conosce di te il passato, a cui racconti il presente e che sa come sarai in futuro. Perché lui sa.
Nel mio errore ho fatto giusto | deviot
[via lapaolina]
di solito questo “qualcuno” io lo chiamo amico.
[via strepitupido]
Ecco. Anch’io.
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