Stasera, nell’infinitesima luce delle stelle,
gli alberi e i fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci cammino in mezzo, ma nessuno di loro ci fa caso.
Qualche volta penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto-
con i miei pensieri nebbiosi.
E’ più naturale, per me, stare sdraiata.
Allora il cielo e io siamo in aperta conversazione,
e io sarò utile quando sarò sdraiata finalmente:
allora finalmente gli alberi potranno toccarmi, e i fiori avranno tempo per me.

Silvia Plath, da Crossing The Water, in Lady Lazarus e altre poesie, Mondadori, 1998

[via pessimesempio]

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