Appunti, VI
Nel bisogno tutto s’amplifica.
Divento fragile, tesa come vetro
tagliente e cattiva.
Una querula
voce d’infante
che pigola.
Mi perdo nei miei labirinti.
Smarrisco il te reale per quello immaginato.
Chiudo fuori la vita.
Maledico il veleno
che m’opprime.
Devo darmi tempo
e spazio.
I giorni
uno dopo l’altro.
[Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque. Sei. Sette. Otto…]
***
E guarda caso…
Tempi grami per la lirica
Lo so bene: solo chi è felice
è amato. La sua voce
la si ascolta volentieri. Il suo volto è bello.
L’albero tutto storto nel cortile
addita il suolo cattivo, ma
i passanti gli dànno dello storpio
e hanno ragione. (…)
Bertolt Brecht, da Poesia europea del Novecento, a cura di Piero Gelli, traduzione di Roberto Fertonani, Skira, Milano, 1996
Grazie a pessimesempio.
