Non mi perdo niente

Ti aspetto.

Mi sembra di non saper fare altro, ultimamente, che aspettare.

La luce inonda la stanza: calda, dorata, con la dolcezza triste ch’è solo dell’autunno. Le pietre scintillano nel sole sul legno della libreria.

Sei in ritardo.

Come al solito, sei in ritardo. Fumo e ti aspetto. Guardo la cenere compatta del sigaro e lo assaporo e penso che avrebbe avuto un altro gusto se tu non fossi stato in ritardo.

Poi sei qui.

Il sole incendia i boschetti sulle rive dell’Adda.

Il crepuscolo dura un attimo. I prati si fanno gialli sotto la luna che sale, mentre la lepre si nasconde al cacciatore.

Alla fine, sei qui. Non mi perdo niente.

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