Cronache d’un tratto quotidiano, I
Seduta nelle viscere
d’un treno metropolitano
indugio in riflessioni
piuttosto consuete
su schiene che si sfiorano
senza conoscersi.
Il disgusto per la gente
non nasce
in un viaggio soltanto,
richiede lungo tempo:
miele troppo dolce
di folle appiccicose.
E non m’incanta più
l’osservare persone diverse,
vite lontane
dentro case qualunque,
oltre la nebbia
in cui sbuca il vagone.
Eppure ancora non è spenta
la luce nelle pupille
seminate tutt’intorno,
ancora so sorridere
se improvviso uno sguardo
mi sorride.
novembre 1990
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