Stati di vertigine
I. 29 settembre
è stato un fondo nero
a scatenare la vertigine
lettere bianche
come spettri
vengono avanti agli occhi
casca il mondo
casca la terra
tutti giù per terra
II. 30 settembre
vengo fuori dal sonno
subito
come m’avessero accesa
porto fuori il tuo viso
che ho visto
in sogno
metto fuori le gambe
dal letto
mi gira la testa
non so se per il sonno
per il sogno
o per te
III. 30 settembre
mi è parso di cogliere un movimento
sul pavimento del bagno
è solo una variazione della luce
che viene incontro al giorno
intanto però mi sono girata di scatto
le sette del mattino
forse un po’ presto per vomitare
IV. 30 settembre
ma chi sono
io
che metto in poesia
le mie vertigini
ma chi sei
tu
che sempre mi fai tremare
il cuore
V. 30 settembre
c’è un’unghia di luna
nel cielo
crescente o calante?
vorrei tanto
saperlo
mi sembra importante
la giostra dei fari
non frena
la vedo girare
non posso nemmeno
chiudere gli occhi
quando la voglio fermare
se entro di nuovo
nel letto
ricomincio da capo
mi cullo nel buio
rotondo
del mio mare ubriaco
VI. 1 ottobre
tutto quello che manca
mi vortica intorno
il bambino non nato
la magrezza
la diplomazia
la morigeratezza
gli amici più cari
la fiducia
scendo le scale
sbandando
non vado
da nessuna parte
VII. 1 ottobre
sto fumando un toscano
sul fiume
sotto i salici
si sta bene al sole
nella luce struggente
d’ottobre
il clacson d’un camion
sembra la sirena
di un incrociatore
sull’altra riva
la corrente
fa il rumore dell’onda
sono ingorda
vorrei
averti qui
VIII. 2 ottobre
sposto la sedia
seguendo il sole
le montagne
sono tutte d’oro
nell’aria azzurra
forse c’è ancora tempo
prima che l’inverno
sfoderi gli artigli
IX. 3 ottobre
procede un’alba limpida
fuori dal finestrino
passano gli orti
le lenzuola stese
vetrine
e capannoni
passa il rimorchio
alla rotonda
parte la trottola
quasi finisco nel fosso
X. 3 ottobre
mi sembra
di andare a ritroso
come il gambero
vorrei avere trent’anni
provare ad essere
quel che non ero
XI. 3 ottobre
c’è un sacco di gente
che sta male
volti catatonici
il passo rigido e marziale
se accenno ad un discorso
alzano lo sguardo
ma gli occhi non mi seguono
allora devo arrendermi
lasciarli al loro soliloquio
divagare
XII. 4 ottobre
mio marito mi dice
che da quello che scrivo
sembro triste
ma sono oltre
la tristezza
e la rabbia
dentro una quieta
rassegnazione
di ciò che non posso
cambiare
la fiducia nel futuro
manca
ma non la speranza
di fare
XIII. 7 ottobre
è stato come un temporale
d’agosto
il cielo
si riflette sull’asfalto
lontano dalle nuvole
scende una cortina di pioggia
l’orizzonte è un tratto di matita
sulla pagina nuova del giorno
XIV. 9 ottobre
dove comincia il garda
con le acque che scintillano
guardo le vele dei surf
sbandare in circolo
dentro una giostra di vento
XV. 12 ottobre
forse non ho provato
ancora
tutti gli stati di vertigine
come cadere a terra
trovarsi
senza un centro
ma certo
fatico ad afferrarmi
in certi giorni
ruvidi di pietra
forse non ho provato
ancora
tutti gli stati di vertigine
come affondare
nelle tue braccia
mentre mi baci
oppure mi dici parole
che non comprendo
quando respiro
il tuo odore
giro giro tondo
casca il mondo
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