Come il vento
Sono un’edonoista perché non sopporto il cattolicesimo che sostiene siamo nati per soffrire.
Io dico che siamo nati per godere.
Con questo non intendo esaltare il semplice piacere dei sensi, com’è ovvio. Piuttosto un piacere intellettuale che deriva dal sapere chi sei e ciò che desideri, dal tentativo di colmare il divario tra quello che vorresti fare e quello che puoi fare, dal condividere i pensieri e gli affetti con amici e familiari, dall’essere utile al prossimo e alla comunità.
Il piacere del possesso, del consumo, invece, ci disumanizza, ci rende merce tra le merci.
La vera ricchezza, di questi tempi, non è potersi permettere maggiori beni materiali, ma è potersi concedere di non essere un consumatore.
E’ ricco chi può sottrarre tempo al lavoro e al consumo per dedicarlo a sè, per impiegarlo in attività “improduttive”, come fare una passeggiata.
Il vero lusso sfrenato è poter sottrarre tanto tempo al lavoro e al consumo da riuscire ad annoiarsi.
Noi adulti abbiamo disimparato il valore della noia, ma la cosa davvero triste è che oggi neppure i bambini lo conoscono.
Io ringrazio sempre gli interminabili pomeriggi estivi in cui avresti potuto essere e fare qualunque cosa, ma talmente qualunque cosa, che non sapevi più cosa fare.
Perché quei lunghi pomeriggi di disimpegno e di noia mi hanno insegnato il valore di “perdere tempo”, che invece è un guadagnarlo, il tempo, farlo proprio, tuffarcisi dentro, anziché diventarne schiavi.
E’ grazie a quel vaccino di noia che ora posso, ogni tanto, liberarmi del ruolo di consumatore e tornare alla mia natura umana, vivendo lo scorrere del tempo invece di tentare di occuparlo.
Nelle relazioni che non siano di mero consumo questo discorso si esemplifica molto chiaramente.
Il piacere di stare con te è dettato in misura marginale dal fatto di condividere del buon cibo, del buon vino, un buon sigaro, ma in misura sostanziale dal “perdere tempo” insieme.
Si può restare a chiacchierare per ore di tutto e di niente. Ma si potrebbe stare anche solo in silenzio.
Potrei semplicemente tenere la mia mano sulla tua e restare così, insieme, ad ascoltare il tempo che scorre attraverso di noi.
Quando ci sforziamo di non essere consumatori, riacquistiamo la nostra natura di uomini.
Non siamo costretti a diventare merce in ogni momento della nostra vita. Possiamo scegliere di non farlo.
Siamo liberi. Come il vento.
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